Chianti Castello del Tegolato
De Grote Hamersma

Chianti DOCG

 11,95

“Tutti conoscono il cabernet e il merlot, ma il sangiovese… Immaginate quanto sia sconosciuto il canaiolo, anche molti appassionati di chianti non conoscono quest’uva toscana.

Ora, francamente, non è nemmeno così strano. Pur essendo un’uva antica, citata già nel 1303 in Toscana, non è un’eccezione. Il Canaiolo non se la cava così bene da solo. Non è abbastanza interessante per fare un buon vino da solo, al massimo come ausiliario del sangiovese di lusso. Aggiunge un po’ di morbidezza, senza profumi o sapori particolari.

Così, quando si rese necessario il reimpianto dopo la fillossera, la piaga della fillossera a metà, alla fine del XIX secolo, il canaiolo fu dimenticato.

Ma qua e là ce n’è un bel po’, quindi chi ce l’ha in vigna lo mette anche nel vino. Inoltre, come detto, per dare un po’ di morbidezza. E funziona. Un chianti molto classico, questo, e nel senso buono del termine. Frutta rossa fine e soleggiati aromi autunnali dal sangiovese, e tanta frutta matura e tannini morbidi dal canaiolo…”

– Hammersmith (2022)

A proposito del vino

Cantina: Antico Castello di Poppiano
Vino: Chianti
Classificazione: DOCG
Vitigno: Sangiovese, Canaiolo
Regione/Zona: Chianti (Toscana)
Tipologia: Vino rosso secco
Terreno: calcareo argilloso con rocce (Alberese e Galestro)
Vendemmia: 2018
Alcool: 14,5%
Chiusura: sughero
Temperatura di servizio: 18-20° C
Potenziale di lay-up: Nessun dato disponibile
Contenuto: 0,75 l

Vinificazione

A completa maturazione, le uve vengono raccolte interamente a mano e subiscono una macerazione a contatto con le bucce.

Colore

Il Chianti “Castello del Tegolato” ha un colore rosso rubino brillante

Odore

Al naso ha profumi di vino intensi con un leggero sentore di viola.

Impressione gustativa

Il Chianti dell’Antico Castello di Poppiano ha unsapore delicatocon tannini leggeri: Pieno, morbido e armonioso.

Consiglio culinario

Questo vino si abbina bene a piatti di carne e formaggi delicati.

Premi

De Grote Hamersma

De Grote Hamersma 8.5

Luca Maroni 97/100 punti

James Suckling 90/100 punti

Note di degustazione

“Tutti conoscono il cabernet e il merlot, ma il sangiovese… Immaginate quanto sia sconosciuto il canaiolo, anche molti appassionati di chianti non conoscono quest’uva toscana.

Ora, francamente, non è nemmeno così strano. Pur essendo un’uva antica, citata già nel 1303 in Toscana, non è un’eccezione. Il Canaiolo non se la cava così bene da solo. Non è abbastanza interessante per fare un buon vino da solo, al massimo come ausiliario del sangiovese di lusso. Aggiunge un po’ di morbidezza, senza profumi o sapori particolari.

Così, quando a metà, alla fine del XIX secolo, la fillossera ha reso necessario il reimpianto, il canaiolo è stato dimenticato.

Ma qua e là ce n’è un bel po’, quindi chi ce l’ha in vigna lo mette anche nel vino. Inoltre, come detto, per dare un po’ di morbidezza. E funziona. Un chianti molto classico, questo, e nel senso buono del termine. Frutta rossa fine e soleggiati aromi autunnali dal sangiovese, e tanta frutta matura e tannini morbidi dal canaiolo…”

– Hammersmith (2022)

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